giovedì 21 febbraio 2013

rivisitazione Oskar Nerlinger











opere oskar nerlinger






Oskar Nerlinger


Oskar Nerlinger
23 marzo 1893 in Schwann , Pforzheim, † 25 aprile 1969 a Berlino Est 
è stato un pittore, disegnatore e incisore, che in seguito ha lavorato nella DDR.
Ha studiato alla Strasburgo Scuola di Arti Decorative 1908-1912. Dal 1912 al 1915 è stato allievo di Emil Orlik e Emil Rudolf Weiss all’ istituzione educativa del Museo delle Arti Decorative di Berlino . Nel 1921 è entrato a far parte del Herwarth Walden Sturm Galleria .
Dal 1925 era il capo del gruppo , l'astratto , il più tardi il contemporaneo e nel 1932 è stata nominata la Associazione uniti. Nerlinger nel 1928 divenne membro del Partito Comunista della Germania.Dopo la fine della guerra, dal 1945 fino al 1951 è stato professore presso la Scuola di Arti Visive, Berlin-Charlottenburg. Con Karl Hofer 1947 al 1949 ha fondato la rivista artefuori. Nel 1955 è stato professore presso l’Accademia di Belle Arti di Berlino_Weissensee,dove ha lavorato fino al 1958.
Era sposato nel 1919 con Alice Lex-Nerlinger. 
Il riposo finale, al Pankow cimitero III .
Opere:1929 funkturm und Hochbahn (torre radio e la ferrovia sopraelevata)
      1930 An die Arbeit(ritorno al lavoro)
      1930 Stadtbahn von Berlin (città in treno da berlino)
         1947 Inbesitznahme der Fabriken (occupazione delle fabbriche)


Oskar Nerlinger


Oskar Nerlinger ( 23. March 1893 in Schwann with Pforzheim; † 25. April 1969 in east Berlin) is a painter, a draughtsman and a commercial artist, who worked later in the GDR. He worked also under the alias Nilgreen.
Nerlinger predominantly worked since 1912 in Berlin and created in the 20's industrial landscapes. 1925 he was leader of the group “the abstract ones”, which renamed itself later into “the up-to-date ones”. For the 30's Nerlinger under the influence of East Asian painting made brightly sounded landscape water colors. It represented the 1949 following the Soviet cultural policy to GDR statesmanship raised socialist realism.


it learned at the Strassburger college of arts and crafts from 1908 to 1912. Vo on 1912 until 1915, he was pupil of Emil Orlik andEmil Rudolf white at the teaching institute of the museum of arts and crafts Berlin. 1921 it follows the storm . Starting from 1925 it is then the head of the group the abstract ones (later the up-to-date ones). 1928 it joins the communist party of Germany, the KPD. After the seizure of power of the Nazis 1933 an exhibition prohibition is given to him. After the end of war 1945 it is active until 1951 as a professor at the university for screen end art, Berlin Charlottenburg. With Karl Hofer it brings the magazine out screen end art during 1947 to 1949 . 1955 he becomes a professor at the academy of art Berlin white lake, where he works until 1958.

gallerie d' italia

lucio fontana:concetto spaziale attese 1967
                                                         roberto crippa : spirali 1952


                                                          regina: struttura (celiporto) 195
                                                          piero manzoni :achrome 1958
                                       ettore colla :ferro (scultura policroma o astroforma)1952
                                                         getulio alviani : superficie (1965)
                                                       corrado cagli : ritmo cellulare 1949
                                                           giuseppe maraniello :doni 1987
                                                        gianni colombo: struttura fluida 1960
gianni colombo:spazio elastico 1970

pittura-quadro-arte

1 - che cos'e' la pittura?
LA PITTURA è UN SOGGETTO CHE TENTA DI RICOSTRUIRE UN MONDO IN BIDIMENSIONALE (cit. Claudio Marra)

2 - che cos'e' un quadro?
IL QUADRO è IL RISULTATO DELL' AZIONE COMPIUTA DALLA PITTURA, ESSO HA ALLE SPALLE STUDI,PROVE, ERRORI CHE NON RIUSCIAMO A VEDERE.

3 - poiche la pittura e' un nome dell'arte che cos'e' l'arte?
IL SECOLO APPENA PASSATO CI HA OFFERTO ESEMPI ESEMPI CLAMOROSI PER QUANTO RIGUARDA L' ARTE, COME L' ORINATOIO DI DUCHAMP E LA MERDA D' ARTISTA DI MANZONI, PER QUESTI CASI POSSO AFFERMARE CHE IL RICONOSCIMENTO DELL' ARTISTICITA NON RIGUARDA MATERIALI E TECNICHE,SI PUO FARE ARTE CON TUTTO IN QUALSIASI MODO.
PUO ESSERE DEFINITA SEMPLICEMENTE COME UN ATTIVITà CONCETTUALE E PRATICA COMPIUTA DALL' UOMO.

4 - cosa significa disegnare il reale ?
COME NEL CASO DEL READY MADE DISEGNARE IL REALE è UN MODO DI PRELEVARE LA REALTà ATTRAVERSO UN ATTO, IN QUESTO MODO IL REALE MEDESIMO VIENE A FAR PARTE DELL' OPERA D' ARTE STESSA.

nike

rivisitazione gesso presente nel salone naopoleonico dell' accademia di belle arti di brera.
Nike-Oskar Nerlinger

les demoiselle??

les "demoiselle d avignon rivisitazione 2013

mercoledì 23 febbraio 2011

il portale " ACCADEMIA NELL' ACCADEMIA " nasce ufficialmente oggi in sede d' esame, 23/02/2011.

Piomba sulle spalle il secolo cane-lupo, ma non ho sangue di lupo nelle vene...
Questi due versi di Mandel'stam (Poesie, traduzione italiana si S. Vitale, Garzanti, Milano 1972, p.89), possono aver suggerito, assieme ad altro che scotta sul fronte dolorosamente "mobile" e "aperto" della formazione artistica abbandonata in un ghetto postmoderno affatto anacronistico che ha nome Accademia di Belle Arti, un nome dimenticato eppur glorioso, possono aver suggerito assieme ai cstruttori del Mondo Nuovo di Cristina Show-Aldo Spoldi, la costruzione di un veicolo didattico come l' Accademia nell' accademia e del suo "portale" elettronico.
Quest' ultimo ha anche una funzione pratica: coordinare tutte le attività corsuali in essere, predisporre quelle future. Dare la possibilità agli studenti di "dialogare" tra loro e con i riferimenti formativi inclusa la bibliografia "vivente" del Corso di storia dell' arte triennale del prof. Rolando Bellini che ha generato quest' accademianell'accademia (una teutologia beuysiana)e cioè in ordine d' importanza: Aldo Spoldi, Nicola Salvatore, Maria Teresa Illuminato, Geremia Renzi, Marco Pellizola ecc.
Un portale o sito Accademia nell' accademia è null'altro che uno strumento didattico e uno star-gate attraverso cui sfuggire all' assedio-ghetto quotidiano, alle piogge acide, alle miserie del secolo cane-lupo che assedia l' Accademia di Brera.
Il suo funzionamento è vincolato a una volontà, a un atto collettivo.
G.Gaber direbbe: alla "partecipazione".

Rolando Bellini

mercoledì 16 febbraio 2011

GIANNI COLOMBO - SPAZIO ELASTICO

1967 GRUPPO T- MILANO

Ambiente invaso da luci nel quale lo spettatore viene in contatto, attraversandolo, con elastici fosforescenti posti sulle pareti. In quest’opera l’ingegneria è usata per un’arte ludica. L’autore spiega che il fruitore dell’opera avrà delle reazioni fisiche in base alla sua percezione ambientale. Quest’opera richiama molte delle operazioni del Gruppo T, dove la materia sembra portata alla sua tensione massima, dove vengono sperimentate la capacità di interazione di un ambiente con l’uomo e le sue reazioni a tale ambiente. In questo caso lo spettatore deve intervenire non come semplice osservatore, ma come strumento che causa la reazione: il fruitore si muove nello spazio ed interagisce con gli eventi che lo circondano, attivandoli, mettendo a disposizione il suo sforzo fisico. Le operazioni arrivano così a lambire le poetiche della performance.

ENRICO CASTELLANI- SUPERFICIE BIANCA


1993, COLLEZIONE PRIVATA

In Italia la vitalità dell' astrattismo fu legata alla nascita del MAC (movimento arte concreta), tra questi artisti Enrico Castellani si distinse per l' originalità di ricerca.
Condusse con rigore il suo percorso verso l' animazione della tela, sempre monocroma con avvallamenti e chiaroscuri provocati da chiodi e telai non visibili.

MICHELANGELO PISTOLETTO- AUTORITRATTI

Fu tra i primi ad aderire alla poetica pop.
Inizialmente le sue opere erano quadri su cui fondo , dipinto d' argento si stagliava una figura in seguito serigrafata su superfici davvero specchianti.
Con il dispositivo dello specchio, un personaggio abbigliato e atteggiato come nella vita di tutti i giorni, si ritrova attorniato dalle immagini che lo specchio riflette.
Una stessa opera non potrà essere vista allo stesso modo perchè sintesi di movimenti diversi.

GIUSEPPE CAPOGROSSI- SUPERFICIE


L'Italia informale gestuale trovò esponenti di rilievo come Capogrossi cui linguaggio fatto di  segni a forchetta che si dispongono sulla tela secondo scansioni ritmiche, è un' espressione chiara del livello cui può arrivare una forma d' arte non figurativa che ambisce a raggiungere una composisione altamente strutturata lontana dal caso e dall' improvvisazione.

PIERO MANZONI - MERDA D' ARTISTA


1961, milano museo del '900

l' opera consiste in una serie di confezioni, simili a quelle di carne in scatola che allora cominciavano a invadere gli scaffali dei supermercati. Sull' etichetta di ciascuna scatoletta, è riportata una scritta in piu lingue che attesta, con pignoleria “contenuto netto gr. 30 conservato al naturale. Prodotta e inscatolata nel maggio 1961”.
la carta che avvolge la scatola è punteggiata dal nome dell' artista come per garantire la qualità del prodotto.
L' idea di Manzoni era di vendere ogni barattolo come se si trattasse di 30 grammi d' oro, perche la sensibilità dell' artista doveva essere pagata a peso d' oro da un lato e dall' altro richiama l' equivalenza tra sterco e denaro elaborata dalla psicoanalisi.
L' intento di Manzoni era anche irridere il feticismo del collezionista contro la mitizzazione romantica dell' opera che renderebbe accettabile qualsiasi risultato, perchè esprima l' intimo dell' autore.
Gran parte della ricerca di Manzoni era volta all' esaltazione e alla contemporanea dissacrazione della figura dell' artista.

LUCIO FONTANA - CONCETTO SPAZIALE

1969, collezione privata

Durante la guerra Fontana si stabilì in Argentina dove nel 1946 pubblicò, con un gruppo di suoi allievi, il manifesto Blanco, con il quale si teorizzava il cosiddetto spazialismo:
un movimento che si proponeva di adeguare il linguaggio dell' arte al progresso scientifico, l ' apertura di mezzi tecnici che fossero al passo con le scoperte della scienza e come suggeriva il nome, un omaggio alle prime esplorazioni spaziali.
Seguendo questa linea dal 1947 inizio la sua ricerca prima con dei fori con del punteruolo su superfici poi con tagli.
Il gesto sfregiava il supporto tradizionale per portare lo sguardo dello spettatore oltre e dentro il quadro.
Taglio preciso su tela monocroma, con una concezione quasi zen, espresse l' intento di sfregiare il supporto e al tempo stesso di restituirgli vitalità.
Tutto il lavoro di Fontana è volto a superare la superficie piana del quadro, integrando un virtuosismo estetizzante e barocco con il dinamismo futurista e un' eccezionale capacità di sintesi compositiva.

LUCIO FONTANA- AMBIENTE SPAZIALE A LUCE NERA

1948-1949 (DISTRUTTO) cartapesta , vernice fosforescente, luce di Wood, dimensioni ambientali

L' opera nata nel 1948, viene allestita il 5 febbraio 1949 presso la galleria del naviglio a Milano.
Si tratta di uno spazio oscurato in cui appaiono, appese al soffitto, forme tridimensionali illuminate dalla luce violacea di Wood che forniscono un senso di sospensione e fluttuazione degli oggetti nello spazio.
L' ambiente che viene mostrato per soli sei giorni,suscitando scalpore e accese discussioni, è accompagnato dalla pubblicazione di un catalogo in cui compaiono i tratti dal manifesto blanco.
Lo spazio non è piu ospite dell' opera, statica e fredda, ma diviene esso stesso opera, si fa “ambiente spaziale” che suscita e accoglie i diversi stati emotivi del visitatore.
Nel suo scritto Fontana analizza lucidamente l' ambiente conducendone come primo aspetto la volontà di liberazione della forma, una chiave di lettura riconducibile del resto a ogni sua opera, perfino figurativa.
Nello spazio vuoto, libero dai piedistalli e sculture, il visitatore si immerge nella luce della lampada di Wood, una luce fioca e livida che modifica e rende irreale la percezione stessa dello spazio e del movimento.Lo straniamento percettivo amplifica le reazioni emotive personali e la relazione con il proprio corpo, Fontana stesso sottolinea come il visitatore si trovi a dover fare i conti con le proprie motivazioni interiori, la sua conoscenza, la sua stessa corporeità.
Le forme che pendono dal soffitto della stanza,  fluttuano liberamente nell' aria, sono poi motivi organici, curvilinei, che ricordano il lavoro grafico e plastico eseguito.

OSVALDO LICINI- ANGELI RIBELLI

Angelo ribelle su fondo rosso,1950, olio su tela
Osvaldo Licini, il cantore di un mondo astratto e incantato in cui persino «la geometria si trasforma in sentimento».

Il primo viaggio nella capitale francese è del 1917. Licini, che era nato nel 1894, vede lì il sipario che Picasso aveva realizzato per Parade di Jean Cocteau, con la musica di Eric Satie: Pegaso e la ballerina alati gli restano nella memoria. Presto anche il suo universo si popolerà di esseri volatili, fantasmi, angeli ribelli, figure immaginarie come le Amalassunte, un po’ vergini assunte in cielo e un po’ lune che accompagnano il viandante, ne ascoltano leopardianamente i lamenti, o ne condividono le gioie. Tra il 1921 e il 1926 è spesso a Parigi, ma la sua casa resta tra le colline marchigiane. Ed è proprio tra le mura della sua abitazione, da circa un anno acquisita dal Comune, che può iniziare la scoperta di un grande artista singolare, originale e bizzarro che si definiva «errante, eretico, erotico» e giocava con i segni, i sogni, le lettere dell'alfabeto e le parole. Sulla volta del soffitto, per esempio, Licini ha inventato un suo dipinto astratto per coprire le crepe lasciate da una scossa del terremoto: questo era il suo rapporto con la natura.

Nel Centro Studi di Monte Vidon Corrado sono raccolte le opere degli esordi. Prima di abbandonare la figura negli anni Trenta, esplora volti e paesaggi che lasciano già intravedere i suoi esiti astratti: gli alberi sono pennellate leggere, le colline sono dipinte come se fossero corpi femminili e sui nudi sembra possa germogliare il grano o nascere la vite. La terra è una grande madre, Gea, un corpo femminile che accoglie senza bisogno di essere conquistato.



 Nel 1919 quando in Europa soffia il vento del «ritorno all'ordine» che significa la ricomparsa della figura umana ben delineata e volumetrica, il nostro pittore realizza un'opera come L’arcangelo dove tutto è senza peso, solo contorno e sagoma.
La pittura di Licini parla sommessamente e affascina con sottile poesia quasi da “icona angelicata”.

EMILIO VEDOVA- CICLIO DELLA PROTESTA,CROCEFISSIONE CONTEMPORANEA

Veneziano, dal disegno dal vero passò all’ astrattismo informale, quasi senza soluzione di continuità.
Quando nel 1956 Palma Bucarelli, alla direzione della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, acquistò l'opera di Emilio Vedova Crocefissione contemporanea non mancarono le polemiche. L'opera veniva giudicata da più parti blasfema, già nel nome. Ma questo non impedì che fosse esposta alla Biennale di Venezia e che la Bucarelli scrivesse: «Mi parve (..) una delle migliori espressioni dell'arte, drammaticamente intensa e umana, di questo artista e che fosse opportuno assicurarla alle nostre raccolte».

ALBERTO BURRI- GRANDE LEGNO G59

1959, 200x185 legno acrilico e combustione sui tela, Roma galleria nazionale di arte moderna
la combustione dei legni decide la sorte estetica del quadro, si fa anch’ esso strumento del processo creativo.
Pur diversi per materiale le combustioni e i legni dichiarano un comune destino di deperibilità, ma è proprio per questo loro statuto di materia esposta alla cauterizzazione che si realizza per essi il passaggio dall’ informe alla forma.